giovedì 12 febbraio 2015

"SALVIAMO GLI ORSI!" ...

Salviamo gli orsi!
 Riflessioni sui paradossi di oggi e di domani

Qualche giorno fa mi è arrivata una richiesta da Facebook: un mio amico mi chiedeva di apporre il mio “like” a una pagina “Salviamo gli orsi”, sulla quale si enunciavano in maniera chiara e distinta le necessità legate al tema. E si illustrava talmente bene da spronare anche il più pigro frequentatore a cliccare quel “mi piace”, necessariamente.

Questa faccenda, se volete anche un po' disimpegnata, mi ha dato modo di riflettere su quanto sia paradossale il mondo in cui viviamo e quali sono le preoccupazioni che assillano tante persone in tante e simili faccende affaccendate. “Salviamo gli orsi” …
Subito la mia mente riflessiva si è allontanata dal tema proposto e mi ha portato lontano, oltre il Mediterraneo in Medio Oriente. E ho pensato agli orsi veri, quelli di cui i frequentatori di Facebook non si curano troppo. Ho pensato ai miei confratelli cristiani che, vittime della violenza e del sopruso, anche oggi sono martiri, testimoni di un qualcosa che va oltre e che chiede vita e sangue, come è stato per il capostipite, Gesù Cristo. Vita e sangue, ieri come oggi e probabilmente domani ancor di più.
Ma quel motto non mi lasciava la mente: “Salviamo gli orsi”.

Miei cari tredici lettori (spero che non diminuiate con la lettura del mio articolo sgangherato!), sarò anche cinico o insensibile, ma vi dirò, e lo confesso, che a me questo motto non dice niente. Farò storcere il naso a qualche benpensante amico degli animali; ma a me degli orsi non me ne importa niente.

Il Padreterno, nella sua infinita bontà ha chiamato l'uomo alla custodia del creato, ci mancherebbe, ma soprattutto alla custodia del fratello. Anche se lontani noi siamo legati a quella gente che manco conosciamo … e lo siamo non in virtù della carne, né per virtù del sangue, ma per la figliolanza ricevuta nel Battesimo. È un vincolo molto più grande quello che ci lega alle persone!
Ma questo non ci interessa … “Salviamo gli orsi!”.

Un giorno che ormai credo non sarà poi troppo lontano ci accorgeremo che le nostre preoccupazioni sono altre, legate ad altri interessi ben più grandi e profondi, ma che non credo ci realizzeranno appieno. L'orso che ci minaccia di chiama ISIS:

La violenza e le minacce dell’Isis non danno tregua. In un messaggio audio di 42 minuti diffuso su Twitter, il portavoce dei jihadisti, Abu Muhammed Al Adnani, attacca nuovamente la comunità cristiana occidentale: “Conquisteremo la vostra Roma (intesa come simbolo della cristianità, ndr), distruggeremo la croce e prenderemo le vostre donne”. Il fondamentalista invita anche i sostenitori dell’autoproclamato califfato a compiere omicidi contro i civili di quei paesi che hanno preso parte alla coalizione anti-Isis: “Uccidete i miscredenti in qualunque modo”, ha continuato”. Almeno fin qui Il Fatto quotidiano.

E allora il motto che mi girava nella testa è cambiato: “Attenti agli orsi!”. Di questi bisogna temere la reazione, mentre di quegli altri (gli orsi veri) già la conosciamo e sappiamo come aggirarla. Ma con una piccola differenza: gli orsi che vogliamo salvare li conosciamo e ci si mostrano tali quali sono, mentre quegli altri non li conosceremo mai troppo bene. E questi, travestiti da orsi carucci, un giorno fanno esplodere una bomba, un giorno decapitano gente, un giorno danno fuoco e spargono sale. E noi non ce ne accorgiamo: crediamo sempre che il problema sia lontano e non ci riguardi. Ma quando il problema sarà presso di noi e ci colpirà con inaudita prevaricazione e odio allora sarà troppo tardi. E quelli che ora vengono chiamati profeti di sventura e gridano nel deserto delle cosciente relativizzate, verranno chiamati a dare un consiglio, ma ormai non servirà a tanto.

E questi amici lo hanno capito: l'Occidente non si conquista con le armi (c'hanno provato qualche secolo fa e hanno capito che non ci sarebbero riusciti), ma con le idee e con l'intromissione silenziosa, quella del sottobosco e del retroterra culturale. L'Occidente sarebbe cascato da solo, vittima di se stesso e del suo relativo benessere assolutizzato e divinizzato. A causa dell'indifferenza e dell'indifferentismo cadiamo vittime di quelle bombe ben più pericolose, che minano l'esistenza stessa di un continente che non vuole e non sa riconoscere le sue origini e la sua sussistenza in una persona e in un evento: Gesù Cristo e il Cristianesimo, che per noi fu faro di civiltà e luminosa rocca, fortezza fatta roccia contro gli assalti mortiferi della sottocultura e della prevaricazione. Lampada risplendente che sola diceva della dignità della persona e della importanza della sua piena realizzazione. E questo tanto quegli orsi quanto questi non lo sanno e non lo vogliono sapere.

Che Dio ci aiuti ….

Salviamo gli orsi!” ...



http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/22/isis-nuovo-messaggio-attaccate-i-civili-cristiani-conquisteremo-la-vostra-roma/1128778/